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Conoscere per valorizzare. L’Atlante dei paesaggi terrazzati del Trentino.

La difficile morfologia dei paesaggi alpini ha spinto, da sempre, i contadini di montagna ad addomesticare le forme del territorio modellandole alle esigenze dell’agricoltura. In questo contesto di lente e inarrestabili trasformazioni, un lavoro secolare e faticoso ha creato i terrazzamenti che oggi costituiscono un patrimonio ancora produttivo e in grado di rendere unico il nostro paesaggio.

Uliveti e vigneti terrazzati in località Busse a monte di Cologna, nel territorio di Tenno

Uliveti e vigneti terrazzati in località Busse a monte di Cologna, nel territorio di Tenno.

L’assetto economico e sociale che ha generato i paesaggi terrazzati è radicalmente mutato nel tempo e questo cambiamento ha reso quei luoghi sempre più marginali e soggetti a fenomeni anche molto marcati di abbandono. Se, dagli anni cinquanta ad oggi, i territori coltivati in Trentino si sono quasi dimezzati, questa perdita ha necessariamente riguardato quei territori rurali dove il rapporto tra risorse impiegate e produzione si rivelava meno vantaggioso. Sono paesaggi nei quali la meccanizzazione è difficile, a volte impossibile, e dove lo sforzo fisico richiesto al contadino è ancora particolarmente elevato. Il paesaggio, come tutte le espressioni della nostra vita, è soggetto al cambiamento, in un processo di continua riscrittura. In questa prospettiva dobbiamo accettare che anche i paesaggi terrazzati subiscano una trasformazione e che un porzione di questi contesti territoriali così preziosi, torni alla natura. La presa d’atto di questi fenomeni non ci esime, però, dalla responsabilità di interrogarci sulla possibilità o meno di governarne le dinamiche e di impegnarci a ricondurre questi contesti paesaggistici, all’interno di nuove e virtuose dinamiche di valorizzazione del territorio.

L’integrazione tra agricoltura e turismo e il “ritorno alla terra” sono due tendenze oggi in atto che possono introdurre nuove e determinanti variabili anche nei processi che investono le aree terrazzate del Trentino. Queste dinamiche, se ben gestite, possono invertire la tendenza all’abbandono che in alcune aree della provincia pare oggi inarrestabile.
In questa prospettiva, l’Atlante dei paesaggi terrazzati del Trentino si propone come strumento dalla duplice valenza, svolgendo una funzione di documentazione su questi particolari contesti paesaggistici e proponendosi, nel contempo, come banca dati conoscitiva di base, per un progetto generale di rilancio e rivitalizzazione delle aree terrazzate.
In coerenza a tali finalità e all’estensione provinciale della ricerca, la precisione e il grado di dettaglio dell’Atlante sono tipici delle analisi di scala territoriale. L’utilizzo dei dati dell’Atlante per la progettazione di interventi a scala locale dovrà, pertanto, essere preceduto da ulteriori approfondimenti analitici e da verifiche di dettaglio. Per comodità di consultazione, l’Atlante è articolato in distinti volumi, corrispondenti ai territori delle Comunità di valle interessate dall’indagine. Ad oggi l’Atlante è disponibile e consultabile sul sito dell’Osservatorio del paesaggio http://www.paesaggiotrentino.it per i territori dell’Alto Garda e Ledro, della Vallagarina, degli Altipiani Cimbri, dell’Alta Valsugana e Bersntol, della Valsugana e Tesino e del Primiero ed è in corso di progressiva realizzazione per la altre aree della provincia. La conclusione del lavoro di redazione dell’Atlante è prevista nel corso del 2020.
L’Atlante si colloca nell’ambito degli studi e delle ricerche dell’Osservatorio, dedicate ad approfondire il rapporto tra agricoltura e paesaggio, in attuazione del documento programmatico “Dieci azioni per il paesaggio rurale del Trentino1.
Nel 2015 è stata avviata una preliminare attività di ricerca finalizzata alla definizione di un metodo operativo da utilizzare per la realizzazione dell’Atlante dei paesaggi terrazzati del Trentino. La ricerca, denominata “Metodologia per l’individuazione e la classificazione dei paesaggi terrazzati in Trentino2, è stata curata per l’Osservatorio da Alberto Cosner che, su questo tema, ha lavorato in coordinamento con il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova. Quel documento costituisce la base metodologica utilizzata per la successiva elaborazione dell’Atlante.
Nell’ottobre 2016 la Provincia autonoma ha anche aderito all’organizzazione del III Congresso dell’Alleanza Mondiale dei Paesaggi Terrazzati (ITLA) nel cui ambito si è tenuta in Trentino una sessione dedicata agli aspetti scientifici e organizzativi connessi al ruolo del settore pubblico nell’azione di tutela, recupero e rivitalizzazione dei paesaggi terrazzati. Gli esiti della sessione trentina sono documentati nel report “Terraced landscapes choosing the future3.

 

Gli aspetti metodologici e la struttura dell’Atlante

La metodologia di lavoro utilizzata per l’identificazione dei paesaggi terrazzati in Trentino è stata sviluppata in ambiente GIS al fine di individuare in maniera semi-automatica quelle situazioni in cui il declivio naturale di un pendio è interrotto dalla costruzione di una struttura di contenimento, sia in muratura sia in forma di rampe in terra. Tali strutture possiedono caratteristiche geomorfologiche peculiari essendo prevalentemente lineari e comprese tra due superfici più o meno pianeggianti, riconoscibili dalla contemporanea presenza di un angolo di pendenza concavo al piede e convesso al ciglio della struttura.
I dati rilevati e le elaborazioni cartografiche sono state eseguite utilizzando il rilievo LiDAR della Provincia autonoma di Trento eseguito dalla ditta CGR tra ottobre 2006 e febbraio 2008. Questo rilievo lasermetrico permette la costruzione di modelli digitali del terreno con una risoluzione di circa 1 metro x 1 metro.
I caratteri degli ambienti terrazzati individuati con il metodo sopra illustrato sono poi riportati nelle sette tavole descritte di seguito.

La tavola “Consistenza e caratteri generali” dei paesaggi terrazzati rappresentati i limiti degli ambienti terrazzati individuati all’interno di ogni comune, segnalandone l’attuale stato d’uso o abbandono. I terrazzamenti ricadenti all’interno di porzioni di territorio coltivate o libere da vegetazione sono stati considerati in uso, quelli ricoperti da bosco sono stati considerati abbandonati. (Figura 1)

La tavola “Densità delle strutture di contenimento” rappresenta la maggiore o minore presenza di strutture di contenimento stimandone lo sviluppo lineare. Elevate pendenze dei versanti, particolari andamenti geomorfologici o di intensità nella parcellizzazione fondiaria, determinano una più o meno marcata presenza di strutture di contenimento. (Figura 2)

La tavola “Altimetria” descrive l’andamento altimetrico degli ambienti terrazzati dedotta dal modello digitale del terreno. (Figura 3)

La tavola “Uso del suolo terrazzato” descrive l’uso attuale del suolo negli ambienti terrazzati classificandolo sulla base di quattro categorie generali: colture permanenti, non permanenti, bosco e altro. (Figura 4)

La tavola “Esposizione” rappresenta il grado di esposizione degli ambienti terrazzati con valori espressi in gradi sessagesimali e considerati in senso antiorario partendo dal punto cardinale Est (0°), Nord (90°), Ovest (180°), Sud (270°). (Figura 5)

La tavola “Pendenza” descrive i livelli di pendenza degli spazi coltivabili e delle strutture di contenimento. (Figura 6)

La tavola “Accessibilità” riporta il grado di accessibilità meccanizzata degli ambienti terrazzati in funzione della distanza e del dislivello tra fondi e viabilità. (Figura 7)

La tavola “Consistenza e caratteri generali”
La tavola “Densità delle strutture di contenimento”
La tavola “Altimetria”
La tavola “Uso del suolo terrazzato”
La tavola “Esposizione”
La tavola “Pendenza”
La tavola “Accessibilità”

Il Trentino meridionale

L’Atlante del Trentino meridionale documenta i paesaggi terrazzati dei comuni amministrativi delle Comunità di valle dell’Alto Garda e Ledro, della Vallagarina e degli Altopiani Cimbri.
In quest’area, che corrisponde a circa il 20% del territorio provinciale, sono stati individuati dall’Atlante 4318 ha. circa di territorio terrazzato, il 41% dei quali in abbandono e quindi oramai totalmente rimboschiti.
I comuni maggiormente terrazzati sono quelli di Mori con 587 ha., di Brentonico con 466 ha. e di Terragnolo con 366 ha. La maggiore incidenza percentuale delle aree terrazzate rispetto all’estensione territoriale comunale si rileva nei comuni di Nogaredo e di Mori, con valori rispettivamente del 22% e del 17%.
Di notevole interesse è il dato che quantifica le aree terrazzate abbandonate, caratterizzate, oggi, dalla presenza diffusa del bosco. In valori assoluti il primato dei terrazzamenti abbandonati spetta ai comuni di Terragnolo con 304 ha. e Mori con 276 ha. I terrazzamenti dell’Alto Garda godono di maggiore vitalità con il 71% dei campi ancora in uso.
Un dato di notevole interesse emerso dallo studio delle aree terrazzate del Trentino meridionale è quello relativo allo sviluppo lineare delle strutture di contenimento che è stato stimato in circa 2.100 km. Queste strutture non sempre sono costituite da muri gradonati ma, in alcuni casi, possono essere semplici rampe inerbite -particolarmente diffuse nell’area di Ledro- o strutture curvilinee, associate alla coltivazione dell’olivo -tipiche dell’area gardesana- o infine terre armate, presenti soprattutto nelle zone soggette a recenti e incisive trasformazioni morfologiche.
Dal punto di vista altimetrico, nel Trentino meridionale la quota media dei terrazzamenti è di 596 m. slm., mentre la fascia altimetrica interessata da questi paesaggi si sviluppa su un dislivello di 1463 m., passando dai 67 m. slm di Arco fino a raggiungere i 1530 m. slm della montagna di Avio.
L’analisi degli usi del suolo evidenzia un’equa distribuzione tra le colture non permanenti (seminativi, colture orticole e prati) e le colture permanenti (vigneti e frutteti), con una leggera prevalenza delle prime (30%) sulle seconde (28%).
Dall’analisi delle pendenze si rileva che nel Trentino meridionale il dato medio di pendenza dei campi coltivabili su terrazzo, è di 13°.
I campi terrazzati con scarsi livelli di accessibilità rappresentano il 68% delle aree censite. Condizioni di accessibilità più favorevoli si rilevano nei comuni di Tenno, Dro e Arco, dove sono state registrate condizioni di buona o ottima accessibilità carrabile rispettivamente per il 53%, 46% e 44% delle superfici terrazzate.

 

Il Trentino sud-orientale

L’Atlante del Trentino sud-orientale documenta i paesaggi terrazzati presenti nelle Comunità di valle dell’Alta Valsugana e Bersntol, della Valsugana e Tesino e del Primiero. In quest’area, che corrisponde a circa il 20% del territorio provinciale, si registra la presenza di 2634 ha. di campi terrazzati, il 56% dei quali abbandonati.
Nella Comunità dell’Alta Valsugana e Bersntol si sono rilevati 1192 ha. terrazzati, 1324 ha. in quella della Valsugana e Tesino e 118 ha. nel Primiero. Il comune con la presenza più estesa di aree terrazzate è Pergine Valsugana con 381 ha. seguito da Civezzano con 233 ha. e dall’Altopiano della Vigolana con 189 ha.
A livello di incidenza sul totale delle superficie comunale, spiccano i dati di Civezzano, di Fornace e di Tenna con valori rispettivamente di 15%, 12% e 11% di territorio interessato da terrazzi. Di notevole interesse è il dato che rappresenta le aree terrazzate abbandonate, caratterizzate dalla presenza diffusa del bosco. In valori assoluti il primato dei terrazzamenti abbandonati spetta ai comuni di Pergine Valsugana con 223 ha., di Castello Tesino con 126 ha. e di Civezzano con 124 ha.
Nel Trentino sud-orientale sono individuati circa 843 km lineari di strutture di contenimento. Di questi, 526 km ricadono in Valsugana e Tesino, 271 km in Alta Valsugana e Bersntol e 46 km in Primiero.
A livello altimetrico, nel Trentino sud-orientale le aree terrazzate presentano caratteri altimetrici molto differenziati. La quota media dei terrazzamenti è di 708 m. slm. mentre la fascia altimetrica interessata si sviluppa su un dislivello di 1392 m., passando dai 237 m. slm. di Grigno fino a raggiungere i 1629 m. slm. di Bedollo.
L’analisi degli usi dei suoli agrari terrazzati, evidenzia, per il Trentino sud-orientale, una netta prevalenza delle colture non permanenti (seminativi, colture orticole e prati) che interessano il 32% del totale delle aree terrazzate censite. Le aree terrazzate interessate dalle colture permanenti (coltivazioni arboree) rappresentano solo l’11% del totale, mentre il bosco e quindi l’abbandono, interessa il 56% delle superfici terrazzate.
L’analisi delle pendenze degli spazi coltivabili è particolarmente significativa per valutare le potenzialità produttive di un’area terrazzata. Valori superiori ai 10° segnalano, infatti, condizioni progressivamente meno favorevoli alla coltivazione meccanizzata. Nell’area studio emerge come il dato medio stimato di pendenza dei campi coltivabili è di circa 16°, quindi piuttosto elevato. I valori stimati per i tre territori delle Comunità di valle oscillano tra un dato medio di 15° registrato nell’Alta Valsugana e Bersntol, di 17° nella Valsugana e Tesino e di 22° nel Primiero.
L’analisi dell’accessibilità vede, a livello generale di Trentino sud-orientale, una netta prevalenza dei campi terrazzati che presentano livelli scarsi di accessibilità. Le condizioni meno sfavorevoli di accessibilità si rilevano in Altopiano della Vigolana, a Carzano, Civezzano e Pergine Valsugana, dove si registrano valori di buona o ottima accessibilità carrabile per una fascia di fondi compresa tra il 30% e il 35% delle superfici terrazzate.

Terrazzamenti nei pressi dell’abitato di Magrè in comune di Lavarone
Vista panoramica del territorio della Destra Adige da Vallunga (Rovereto)
Terrazzamenti nei pressi della località Pralongo lungo il collegamento tra Caoria e Canal San Bovo
Vista panoramica tra i vigneti terrazzati sopra il Lago di Canzolino (Pergine Valsugana) verso Civezzano
Terrazzamenti in Valsugana centrale

Terrazzamenti nei pressi dell’abitato di Magrè in comune di Lavarone

Vista panoramica del territorio della Destra Adige da Vallunga (Rovereto)

Terrazzamenti nei pressi della località Pralongo lungo il collegamento tra Caoria e Canal San Bovo

Vista panoramica tra i vigneti terrazzati sopra il Lago di Canzolino (Pergine Valsugana) verso Civezzano

Terrazzamenti in Valsugana centrale

GIUSEPPE ALTIERI:
Architetto è componente della Segreteria tecnico-scientifica dell’Osservatorio del paesaggio presso il quale segue gli studi territoriali, il monitoraggio e la progettazione di interventi di riqualificazione paesaggistica.


GIORGIO TECILLA:
Architetto è direttore dell’Osservatorio del paesaggio. È stato direttore dell’Ufficio centri storici e tutela del paesaggio della Provincia autonoma di Trento.


1. Dieci azioni per il paesaggio rurale del Trentino.
Documenti 02. Osservatorio del paesaggio.
Novembre 2014.
http://www.paesaggiotrentino.it/documenti/Documentazione/Documenti%20dell%20Osservatorio/D02_Dieci%20azioni%20paesaggio%20rurale.pdf

2. Metodologia per l’individuazione e la classificazione dei paesaggi terrazzati in Trentino.
Rapporto sullo stato del paesaggio 05. Osservatorio del paesaggio.
Dicembre 2015.
http://www.paesaggiotrentino.it/documenti/Documentazione/Rapporto%20sullo%20stato%20del%20paesaggio/R05_Metodologia%20individuazione%20paesaggi%20terrazzati%20in%20Trentino.pdf

3. Terraced landscapes choosing the future.
Documenti 05. Osservatorio del paesaggio.
Ottobre 2016.
http://www.paesaggiotrentino.it/documenti/Documentazione/Documenti%20dell%20Osservatorio/D05_Terraced%20landscapes%20choosing%20the%20future.pdf